Riccardo Esposito – Molti utenti di internet preferiscono non iscriversi al tanto osannato Facebook solo per paura che alcune informazioni personali possano andare a finire nelle mani di chissà quale individuo sconosciuto. Questo timore – che tra l’altro relega i pochi individui non iscritti a Facebook in un alone di totale “marzianità” rispetto a buona parte della popolazione mondiale – non è del tutto lontano dalla realtà. O meglio, viene applicato in maniera errata e si focalizza sulla semplice iscrizione al servizio. Pochi di questi timorati sanno che la loro privacy rischia di essere calpestata nonostante la loro totale assenza dalla comunità più grande del web.
My Research la mia risorsa (Riccardo Esposito) dedicata all’antropologia, etnografia, sociologia e media research. Nel marzo del 2008 ho conseguito la laurea magistrale in Teorie della comunicazione e ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione – la Sapienza Università di Roma – e, in attesa di partecipare al concorso di dottorato in Teoria e Ricerca Sociale, ho deciso di fare il punto del mio percorso accademico attraverso questa semplice vetrina on line. My Research vuole essere semplicemente una sintesi delle mie esperienze di ricerca universitaria, che spaziano dall’antropologia alla sociologia, fino all’applicazione degli strumenti propri della ricerca sociale alle dinamiche relative ai nuovi mezzi di comunicazione.
Inoltre segnalo Comunicati Stampa Web, risorsa dedicata ai comunicati stampa generici, e il mio nuovo blog dedicato ai Social Network. Non riunisco, infatti, tutto su My Research per non creare confusione tra ambiti diversi (My Research riguarda solo pubblicazioni che trattano di antropologia, sociologia e nuovi media).
Riccardo Esposito – Come spesso accade per i beni di consumo che riscuotono maggiore successo, è iniziata una sorta di emulazione del prodotto in questione. Ma se alcune soluzioni sembrano ricopiare esattamente le funzionalità del social network di Zuckerberg – come il sito tedesco StudiVZ che spopola nella sua terra d’origine e quello cinese Xiaonei –, spingendo la Facebook Inc ad intraprendere azioni legali nei loro confronti e lasciando l’utente piuttosto insoddisfatto, la vera innovazione nel campo dei social network virali riguarda la nascita di quelle piattaforme che, pur prendendo spunto da Facebook, ne creano una rivisitazione tematica del tutto innovativa. Uno degli esempi fondamentali è rappresentato da Beautiful People, il social network dedicato ai più belli.
Riccardo Esposito – I Rage Against the Machine – gruppo musicale statunitense formatosi a Los Angeles nel 1991, politicamente orientato a sinistra e molto impegnato sui temi sociali – sono finalmente tornati a suonare insieme. Dopo un’intensa carriera musicale, iniziata nel 1991 insieme a Tom Morello, Tim Commerford e Brad Wilk (rispettivamente chitarra, basso e batteria), nel 2000 il cantante Zack de la Rocha si allontanò dal resto della band a causa delle profonde divergenze di idee. Profondamente mutilato, il gruppo decise di continuare il suo percorso assoldando Chris Cornell, ex voce dei Soundgarden, e intavolare il progetto Audioslave. Buone sonorità, ritmica muscolosa, assoli sempre più tecnici e addirittura il primo concerto di un gruppo statunitense a Cuba, ma il 29 aprile 2007 Zack, Tim, Brad e Tom suonano di nuovo insieme al Coachella Valley Music and Arts Festival.
Riccardo Esposito – Nell’ultimo mese sui vari blog dedicati alle nuove tecnologie appare in primo piano la notizia del nuovo brevetto Microsoft, relativo ad una nuova tecnologia capace di censurare eventuali parole sgradite pronunciate in diretta. Quindi, se fino ad oggi il classico ed anche un po’ fastidioso “beep” poteva essere applicato solo in differita, su materiali registrati, con questo nuovo software anche la diretta si può svolgere nella tranquillità e nel rispetto della sensibilità altrui. La tecnologia su cui si basa questa nuova soluzione, in effetti, era stata depositata presso L’United States Patent and Trademark Office (Uspto) dalla Microsoft già nel 2004, ma solo oggi è stata approvata e riconosciuta come escamotage capace di controllare, ed eventualmente oscurare, locuzioni in tempo reale.Il suo funzionamento si basa sostanzialmente sul confronto tra i fonemi contenuti nei dati audio in entrata e quelli che si riferiscono ad una sorta di elenco predefinito delle parole da evitare. La censura – effettuabile attraverso distorsione, beep o silenzio – scatta nel momento in cui i dati in entrata oltrepassano una certa soglia di somiglianza rispetto alle informazioni contenute nella lista delle espressioni non consone.
Riccardo Esposito – La costante implementazione del web (vedi ad esempio l’avvento del Web 2.0) e l’ottimizzazione dei collegamenti ADSL hanno permesso uno sviluppo ormai smodato di tutte quelle applicazioni relative alla creazione e gestione dei social network on line. E la cosa non appare per nulla strana: comodo è, infatti, avere un punto di riferimento da condividere con gli amici sparsi per il mondo, così come è divertente pubblicare il proprio profilo ed aspettare che qualcuno ci contatti per stringere amicizia. In alcuni casi, poi, la nostra opera di networking si può rivelare addirittura necessaria per portare avanti i nostri affari, soprattutto se siamo impegnati nel campo delle pubbliche relazioni o dobbiamo sponsorizzare un prodotto (materiale o immateriale che sia). Il 2003 è stato l’anno in cui è iniziata la diffusione di massa dei siti dedicati al social network e oggi sono innumerevoli i servizi messi a disposizione per soddisfare le esigenze più disparate; tra i più famosi appare giusto ricordare Linkedin, Orkut (lanciato da Google nel 2004), aNobii, Flickr (dedicato soprattutto alla condivisione di materiale fotografico), Del.icio.us, Digg (catalogabili come social bookmarking) e i due più gettonati, MySpace e Facebook.
Riccardo Esposito, Maria Elena Indelicato – Stazioni ferroviarie, grandi magazzini, capolinea degli autobus o scambi della metropolitana: luoghi apparentemente anonimi che ogni giorno agiamo per andare a lavoro, all’università o in chissà quale altro posto; li attraversiamo quasi senza pensarci, utilizzandoli – apparentemente – solo per ragioni pratiche di raccordo tra i molteplici spostamenti che costellano le nostre vite quotidiane. Eppure non sempre capita di domandarsi se esistono dei percorsi privilegiati, delle pieghe architettoniche e logistiche che spingono coloro che affollano questi spazi a percorrere dei tragitti piuttosto che altri, in maniera del tutto involontaria. E d’altro canto nemmeno ci si domanda se la popolazione di un luogo come quelli menzionati possa re – semantizzare i suoi spazi a proprio uso e consumo. Con la seguente ricerca, svolta in un afoso maggio del 2007, si è tentato di dare una risposta a questa domanda, osservando e analizzando proprio i flussi di persone che agiscono gli spazi ibridi della stazione Termini, in particolar modo quelli che sono i varchi (zone liminari per eccellenza) di uscita/accesso che la caratterizzano, attraverso degli strumenti che fanno capo ad un approccio metodologico vicino all’osservazione partecipante, coadiuvato dall’utilizzo di tecniche fotografiche.
Riccardo Esposito – A differenza di tanti autori che – a volte in maniera fin troppo autoreferenziale – si prodigano nell’individuazione, sviluppo e perpetuazione di un proprio apparato di pensiero, Claude Rivière, professore di etnologia alla rinomata Sorbona di Parigi, in questo saggio concentra la sua attenzione su quelli che sono gli elementi fondamentali – le cosiddette “basi” – dell’antropologia, in particolar modo quella culturale. Rivière, infatti, non pretende che questo suo saggio venga considerato alla stregua di un manuale dato che, come sottolinea nella prefazione, nelle 187 pagine preferisce prendere in esame soprattutto le parti essenziali della disciplina. Ed è proprio in quest’ammissione di “limitatezza” che si cela il grande pregio di quest’opera.
Riccardo Esposito – Gli esseri umani, sostiene Blumer nel definire le linee guida del suo pensiero, agiscono nei confronti delle cose sulla base dei significati che tali cose hanno per loro; il significato di tali cose deriva dall’interazione sociale che il singolo ha con i suoi simili; questi significati sono trasformati ed elaborati attraverso un processo interpretativo del singolo (Izzo A., 1994: 381). Ed è proprio con quest’ultimo passaggio che Blumer introduce uno dei concetti fondamentali per gli sviluppi dell’Interazionismo Simbolico, ovvero quello di “autoindicazione”, un processo attraverso il quale gli individui segnalano a se stessi lo stimolo e sempre a se stessi forniscono un’interpretazione del manifestarsi dello stimolo (Wallace A., Wolf A., 2000:226). Ma come viene messo in pratica questo processo di autoindicazione?
Riccardo Esposito – Nel 1988, il gruppo danese “TV Stop” propone di creare una rete telematica europea per sviluppare il dibattito antagonista tra i diversi nodi estraparlamentari del vecchio continente. Da questa iniziativa nascerà l’European Counter Network (E.C.N.) con l’obbiettivo di collegare e distribuire materiali ed informazioni attraverso il mezzo telematico. E nonostante nel corso degli anni la rete ECN si sia evoluta in maniera esponenziale, la sua organizzazione ha sempre considerato come elemento imprescindibile la presenza di una rete parallela di rapporti tra gli utenti nel mondo reale a quella virtuale di networking. A tal proposito nel 1996 nasce il progetto “Isole nella Rete” che si prepone l’obiettivo di contaminare la rete Internet con i principali contenuti della rete ECN, inizialmente attraverso lo strumento della mailing-list.