Economia e free software

Riccardo Esposito – Nonostante la rilevanza che questo tema si è guadagnato sulla scena internazionale, il primo passo da compiere quando si è intenzionati a trattare l’argomento “free software” riguarda la giusta traduzione dell’aggettivo free. Infatti, ancora oggi la quasi totalità dell’opinione pubblica non riesce a distaccarsi da una visione esclusivamente gratuita del free software. Approfittiamo, quindi, dell’occasione per chiarire il punto: il prefisso “free” non deve essere tradotto come gratis, ma come libero. Lo stesso Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation, ricorda sempre l’accezione esatta dell’aggettivo free: “Free as in free speech, and not as free beer”, libero come libertà di parola e non come birra gratis (Mari A., Romagnolo S., 2003:29). Di certo l’assenza di costo d’acquisto è un elemento che caratterizza molti casi di software libero ma non è assolutamente vero che tutto il free software è disponibile senza un regolare acquisto; tanto meno è vero il contrario – ossia che tutti i programmi gratis siano liberi. Piuttosto, ciò che può essere indicato come una peculiarità imprescindibile del software libero è la sua predisposizione alla condivisione e alla cooperazione.

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