Immagini del tarantismo

Riccardo Esposito – Il testo di Luigi Chiriatti, autore e curatore di altri volumi sull’argomento del tarantismo, tra i quali “Morso d’amore. Viaggio nel tarantismo salentino” (2006), e Maurizio Nocera, insegnante di Filosofia e Psicologia presso il Liceo pedagogico di Lecce e autore de “Il morso del ragno. Alle origini del tarantismo” (2005), ha come obiettivo la descrizione del tarantismo pugliese, dalle sue radici storiche fino al fenomeno più commerciale del neotarantismo attraverso una serie di fotografie documentarie, e restituire al lettore, se possibile, l’essenza stessa di una Puglia “patria elettiva” del tarantismo. Con “Immagini del tarantismo” si cerca di delineare, attraverso un approccio multidisciplinare, l’immagine di questo ethos, di questo apparato simbolico collettivo, non solo con le fotografie “artisticamente descrittive” dei rituali di Galatina, ma anche attraverso importanti capitoli introduttivi che contestualizzano le diverse fotografie.

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Immagini storiche del Tarantismo

Iconografia storica del Tarantismo

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Introduzione all’Antropologia

Riccardo Esposito – A differenza di tanti autori che – a volte in maniera fin troppo autoreferenziale – si prodigano nell’individuazione, sviluppo e perpetuazione di un proprio apparato di pensiero, Claude Rivière, professore di etnologia alla rinomata Sorbona di Parigi, in questo saggio concentra la sua attenzione su quelli che sono gli elementi fondamentali – le cosiddette “basi” – dell’antropologia, in particolar modo quella culturale. Rivière, infatti, non pretende che questo suo saggio venga considerato alla stregua di un manuale dato che, come sottolinea nella prefazione, nelle 187 pagine preferisce prendere in esame soprattutto le parti essenziali della disciplina. Ed è proprio in quest’ammissione di “limitatezza” che si cela il grande pregio di quest’opera.

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Etnografia e Ricerca sociale

Riccardo Esposito – L’opera di Marco Marzano, professore straordinario della cattedra di Sociologia dell’organizzazione all’Università di Bergamo e dal dicembre 2006 responsabile locale di un progetto di ricerca cofinanziato dal MIUR (ex 40%) sull'”Etnografia della professione infermieristica”, rappresenta un valido supporto per tutti coloro, professionisti o meno, che decidono di intraprendere studi e lavori etnografici. Il motivo di questa affermazione non si basa sulla precisione e meticolosità con la quale Marzano descrive le diverse fasi della ricerca etnografica; anzi, possiamo sostenere che quest’ultimo rappresenta l’aspetto meno sviluppato del testo di riferimento.

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La linea di polvere

Riccardo Esposito – Massimo Canevacci è sceso sul campo e ha vissuto in prima persona la sua esperienza etnografica presso i Bororo, una popolazione indios del Mato Grosso, Brasile. Ed è proprio nel villaggio di Garças, dove è stato ospitato, che a Canevacci viene data l’opportunità di assistere e partecipare non solo al fantastico e articolato funerale Bororo, già studiato da Lévi-Strauss, ma di toccare con mano le nuove frontiere dell’autorappresentazione della cultura Bororo, affrontando tutte le difficoltà logistiche ed epistemologiche che si è trovato di fronte alla sua strada.

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bororo funerale

Immagine del funerale Bororo a Garças