Gruppo Kuoiwo

Breve storia delle ricerca e delle attività

Il gruppo di ricerca Kuoiwo nasce in seno alla cattedra di Antropologia Culturale del prof. Massimo Canevacci, facoltà di Scienze della Comunicazione, la Sapienza, e a ridosso della presentazione Frammenti etnografici: esperienze mix-mediali di studenti presso un villaggio Bororo (Mato Grosso, Brasile) avvenuta il 5 marzo 2009 presso l’aula magna della facoltà. Un’esperienza didattica completamente orizzontale, organizzata da studenti per altri studenti. I dieci componenti del gruppo (Luca Spano, Paolo Sutera, Marika Onofri, Giuseppe Birardi, Riccardo Esposito, Martina Leo, Maria Elena Indelicato, Federica Scrollini, Flavia Klemer e Giuseppe Nadir Romano) però si conoscevano già da tempo.

Nel marzo del 2008 sono stati selezionati dalla cattedra del prof. Massimo Canevacci per partecipare all’esperienza etnografica in Mato Grosso, ospiti in un villaggio di indios Bororo, per “toccare con mano” le frontiere e i limiti dell’auto – etero rappresentazione etnografica. Insieme hanno affrontato il periodo di preparazione e nel dicembre 2008 sono partiti alla volta di San Paolo – dove hanno trascorso i primi e gli ultimi cinque giorni del viaggio – per poi spostarsi a Barra do Garças, per raggiungere l’aldeia Bororo omonima.

Gruppo Kuoiwo a Lisbona per andare in Brasile

Gruppo Kuoiwo in partenza per il Brasile

Sul campo sono rimasti solo cinque giorni, abbastanza però per motivarli a condividere con gli altri studenti della loro facoltà quanto vissuto. Dopo tre mesi, in occasione della presentazione del seminario, previsto per maggio 2009, i nove studenti si presentano come “Gruppo Kuoiwo” anche grazie al supporto della loro identità su MySpace. Questo nome è saltato fuori durante uno dei tanti incontri preparativi grazie ad un’idea di Giuseppe Birardi e Martina Leo, i quali proponevano di strutturare la nostra proposta didattica in base all’esempio della stigmergia in uso tra le termiti.

Citando Wikipedia: “le termiti usano i feromoni per costruire strutture molto complesse seguendo un semplice insieme di regole decentralizzato. Ogni insetto scava una pallina di fango dal suo ambiente, la copre di feromoni e la lascia sul terreno. Le termiti sono attratte dai feromoni degli individui dello stesso termitaio e quindi depositano le loro palline di fango vicino a quelle già depositate. Con il tempo questo comportamento porta a costruire pilastri, archi, gallerie e camere“. Ogni studente è una termite è può dare il suo contributo alla costruzione di un sapere nuovo: questa era l’idea racchiusa anche nel “manifesto” stilato  una sera, tutti insieme, a casa di Luca.

In Mato Grosso avevamo visto dei termitai giganteschi, alti anche più di un metro e “Kuoiwo” in lingua Bororo significa proprio “termitaio”. Ecco quindi l’origine del nome che racchiude, inequivocabilmente lo spirito con il quale il gruppo ha affrontato sia la preparazione e la conduzione del seminario che l’ampliamento del più ampio progetto di ZON/A, quello che fu il sito di riferimento della cattedra di Antropologia Culturale.

A maggio, poco prima dell’inizio del seminario, una parte del Gruppo Kuoiwo ha seguito il prof. Massimo Canevacci a Tokyo nel corso delle lezioni tenute alla Musashino Art University e del seminario – performance “Sandmann” al teatro Super Deluxe. I video ricavati da quest’ulteriore esperienza, insieme a quelli relativi al precedente viaggio in Brasile, sono confluiti all’interno della Gruppo Kuoiwo Web Tv, basata su piattaforma Mogulus. Una delle ultime produzioni del Gruppo Kuoiwo riguarda la piattaforma iTunes, sulla quale sono stati pubblicati i podcast dell’ultimo corso di Antropologia Culturale tenuto dal prof. Massimo Canevacci presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, intitolato “Feticismi Visuali tra Corpo e Metropoli“.

Gruppo Kuoiwo - Tokyo

Parte del Gruppo Kuoiwo - Tokyo

Nel giugno 2009 l’esperienza giapponese è confluita all’interno del seminario Polifonie antropologiche:smarrimenti metropolitani tra performance e postcoloniale nel tentativo di approfondire il rapporto tra comunicazione, metropoli, e nuovi possibili scenari/fieldworks dell’antropologo all’interno di un percorso che ha attraversato Berlino-Tokio-Sydney-Bogotà-Parigi.

Il Sapere – recitano le prime righe del manifesto Kuoiwo – non va riprodotto in modo statico e gerarchico: bisogna scardinare, pluralizzare e liberare i saperi. La S maiuscola si scompone nelle molteplicità di chiunque desideri superarla. Gli anni tra le mura delle strutture di sapere divengono polvere dell’esperienza sul campo; la terra battuta dai nostri piedi diventa saperi attivi che tentano di abbattere il muro delle conoscenze passive e passivizzanti con l’intento tensivo di arroventare didattica e ricerca. Il calore che scioglie i confini tra dentro e fuori l’ università non deve mai venire meno. Questo calore confluisce nella metafora del termitaio.”

Un pensiero su “Gruppo Kuoiwo

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