Ecologia della mente

My Research e le sue idee

Con Gregory Bateson, antropologo e psicologo britannico, voglio aprire questa sezione di My Research dedicata all’ecologia (dal greco: οίκος, oikos, “casa” o anche “ambiente”; e λόγος, logos, “discorso” o “studio”) della mente. Ovvero a quel percorso che ci permette di osservare e comprendere la struttura, le funzioni e le trasformazioni delle idee che la popolano, ma soprattutto le loro dinamiche interattive e la loro economia. Scelgo proprio Bateson per introdurre questo argomento perchè con il suo testo “Verso un’ecologia della mente” l’antropologo britannico ha tracciato le linne guida di quella che non è una  scienza certa ma un presupposto fondamentale per comprendere come gli esseri umani articolano il proprio pensiero.

“Il bello e il brutto, il letterale e il metaforico, il sano e il folle, il comico e il serio… perfino l’amore e l’odio, sono tutti temi che oggi la scienza evita. Ma tra pochi anni, quando la spaccatura fra i problemi della mente e i problemi della natura cesserà di essere un fattore determinante di ciò su cui è impossibile riflettere, essi diventeranno accessibili al pensiero formale”.

Autore prolifico ed eclettico, Gregory Bateson affronta prima in maniera del tutto innovativa per il suo tempo (non attraverso una semplice monografia ma attraverso un sistema di livelli interconnessi) lo studio antropologico sul cerimoniale Naven della popolazione Iatmul della Nuova Guinea e poi si concentra sullo studio antropologico e psicologico della schismogenesi, ovvero la creazione di differenze tra individui e gruppi attraverso la’interazione tra gli stessi, lo studio dei vari livelli di apprendimento e l’acquisizione di schemi e strutture cognitive attraverso l’esperienza. Il concetto stesso di “Mente”, secondo Gregory Bateson, configura l’essere umano sì come organismi pensanti, ma capaci di  selezionare le proprie idee e interconnetterle tra di esse, anche se molto distanti, come varianti di uno stesso ecosistema.

È vero, le mappe più famose sono quelle geografiche, e anche io ne creata una su Google che riassume tutti i luoghi delle mie ricerche, ma se doveessimo immaginare questo sito come una mente piena di idee,  quale sarebbe  la sua rappresentazione ecologica più appropriata? Ho iniziato con una semplice mappa concettuale creata grazie a  Bubbl, un’applicazione on line (dalla grafica decisamente 2.0) che  si presta a diventare una suite di lavoro abbastanza completa grazie alla quale creare connessioni tra varie “bolle” comunicative. Le mie sono divise in due gruppi fondamentali: quelle marroncine e quelle verdognole, vale a dire le pagine proprie di My Researche e le risorse esterne.

Riccardo Esposito, mappa concettuale dei concetti

Ancora più complesso di Bubbl è Free Mind un programma che si installa sul proprio pc e offre diverse soluzioni per creare una mappa mentale decisamente articolata. Rimanendo sempre nel campo del software, un altro buon esempio di applicazione per creare mappe utili a schematizzare le proprie idee è quello che ci viene offerto da Cmap tool. Per l’appunto, uno strumento che permette di organizzare i concetti che si assiepano alla base di un progetto come quello di My Research. In particolar modo abbiamo il nucleo del sito, il nodo centrale, e tutte le principali collaborazioni. Ma soprattutto abbiamo l’elemento “ricerca” in un rapporto bidirezionale con My Research: come a dire, io do qualcosa a lei e lei dà qualcosa a me!

Riccardo Esposito, concettuale di My Research

Cambiamo completamente genere con le tag cloud. Un concetto molto semplice che serve, solitamente, a facilitare la navigazione all’interno di siti e blog: mi interessa un argomento e seleziono una voce, la quale sarà tanto più “grossa” quanto più utilizzata nello spazio virtuale che sto navigando. Un metodo per indirizzare gli utenti e per dare una prima idea di quelli che sono gli argomenti trattati, ma anche per racchiudere tutte le idee e i concetti di un determinato sito. Se poi uniamo aa queste funzionalità anche la possibilità di gestire il risultato estetico in base ai nostri gusti, possiamo quasi sostenere che la tag cloud può essere un buon modo per rappresentarci. Ecco quindi il risultato ottenuto con Wordle, un servizio online che permette di creare tag cloud personalizzate partendo da indirizzi url o stringhe di testo. Personalmente ho utilizzato l’indirizzo della mia vecchia home page ma va bene lo stesso!

Riccardo Esposito mappa tag

Di seguito, invece, ho cercato di imprimere sempre su mappa l’intero codice html del sito My Research  (purtroppo l’immagine è tagliata a causa della sua grandezza) grazie all’applicazione Aharef. Il principio su cui si basa la creazione di un simile documento ricalca quello della mappa precedente, ovvero organizzare concetti e idee in modo da differenziare il tutto e rendere l’insieme più interleggibile, solo che in questo caso ci rivolgiamo al codice che sostiene l’intero sito, e non le sue idee. Ma in effetti non possiamo dire che anche dietro il codice html si nasconde un’idea? Il processo attraverso il quale si crea la mappa è particolarmente scenografico (sul mio video Web Ethnography mostro proprio la sua evoluzione) e per riuscire al meglio nella lettura della mappa bisogna prestare attenzione al colore dei nodi, che ovviamente nasconde un significato ben preciso:i punti blu rappresentano i link (i codici ahref per intenderci) mentre quelli arancioni le formattazioni di base (paragrafi e spazi). Gli hub viola sono le immagini, mentre quelli verdi i DIV tag e i neri l’intestazione HTML di base. Dovrebbero esserci anche i nodi rossi e gialli, rispettivamente tabelle e textarea, ma in My Research questi elementi sono assenti e quindi non rilevati dalla mappa.

Riccardo Esposito, mappa html

Parliamo un po’ delle possibili mappe concettuali dei social network, adesso. In particolar modo dei social network legati in qualche modo a My Research. Per quanto concerne Facebook in un articolo ho già parlato dell’importanza dell’applicazione Nexus nel creare mappe indicative dei contatti persionali, mentre con Flickr ho utilizzato uno strumento molto divertente, Taggraph , nella pagina dedicata ai materiali di ricerca. Adesso, invece, vorrei concentrarmi su Soap un’applicazione che invece si concentra su Del.ici.ous, il bookmarking sociale, e i suoi tag. Attraverso un processo “palpitante” (come mostrato anche dal video di Web Ethnography già citato) Soap assimila i tag del proprio account delicious e ne crea una mappa piuttosto arrotondata e dai colori morbidi. Ogni sfera rappresenta un tag e la sua grandezza è direttamente proporzionale con la sua frequenza. Ecco qui la mappa del mio Del.ici.ous:

Riccardo Esposito, mappa concettuale di Delicious

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2 pensieri su “Ecologia della mente

  1. Pingback: 700 Mappe Concettuali per mettere ordine nella tua mente | My Social Web
  2. Data la velocità dell’informazione il modello Bateson potrà apparire già superato in realtà ci sta davanti oggi più che mai visto che da taluni si auspica la cibernazione della mente ed il ‘superamento’ biologico dell’uomo quando l’evoluzione stessa ci ha ‘costruiti’ per sintonizzarci col mondo e noi stessi. Temi che affronto nel mio saggio “UTommaso d’Aquino per il xxi secolo’ sul sito “ilmiolibro.it”

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