Tokyo: il mercato del pesce di Tsukiji

Immagini di peperoni e zucchine dai tratti antropomorfi ci sorridono e salutano dalle casse sulle quali sono stampate. Il loro compito originale sarebbe quello di attestare la bontà dei prodotti che rappresentano ma, rispetto alla nostra posizione, certificano esclusivamente quello che prima era solo un sospetto e sembra quasi che dicano: “spiacente ragazzi, qui non c’è nessun mercato del pesce”. Anche questo è il mercato del pesce di Tokyo!

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iPod e ricerca qualitativa: la mia analisi per M@gm@

Ormai i lettori di file mp3 – l’algoritmo di compressione per i brani musicali digitalizzati – sono entrati nel ventaglio delle tecnologie di uso comune, soprattutto per quanto concerne l’universo giovanile. All’interno dell’infinita varietà di marche e modelli però, possiamo sostenere con buona sicurezza che l’iPod, il lettore mp3 della Apple, ha saputo conquistarsi una buona fetta di mercato. I motivi del suo successo commerciale si legano a diversi elementi, tra i quali non possiamo far a meno di citare la capacità dell’iPod di assorbire le interpretazioni simboliche proposte dai suoi fruitori, un processo quasi sconosciuto agli altri lettori mp3. È possibile, quindi, pensare all’iPod non solo come lettore di file mp3 ma anche come un qualsiasi monile, gioiello e/o accessorio del proprio abbigliamento?

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Democratizzazione in Kazakistan

Riccardo Esposito – La dissoluzione dell’URSS, quel processo di implosione statale che si è diffuso nell’Europa centrale ed orientale agli inizi degli anni Novanta, ha determinato un radicale mutamento degli equilibri geopolitici del vecchio continente, permettendo alle varie repubbliche che componevano l’Unione Sovietica di acquisire una propria indipendenza politica e incamminarsi verso un graduale processo di democratizzazione. Questo è valso anche per il Kazakistan di Nursultan Nazarbaev, ricco di materie prime e ambito da tutte le potenze occidentali per i suoi pozzi di petrolio?

Articolo pubblicato sulla rivista cartacea Pagina Uno

Diario sul campo: Bororo ed etnografia

Riccardo Esposito – La raccolta dei dati, le riflessioni, la descrizione puntuale degli eventi, ma anche la polifonia delle emotività a confronto, le difficoltà logistiche, le paure e i timori di sbagliare, le estenuanti condizioni climatiche. Dieci studenti della facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, guidati dal proprio professore di Antropologia culturale, alle prese con la loro prima esperienza etnografica nel cerrado del Mato Grosso, Brasile, ospiti di un villaggio indios Bororo. Nel seguente saggio, che nasce dalla rielaborazione e dall’ampliamento del diario di campo di Riccardo Esposito – uno dei componenti del gruppo di ricerca – vengono illustrate le diverse fasi di questa esperienza. La sua stesura è cronologicamente lineare e in prima persona, proprio per rimanere fedele a quella che è stata la scrittura originaria. Questo lavoro, quindi, non si presenta diviso in due sezioni (la classica fase desk seguita da quella field) ma si introduce direttamente nell’esperienza vissuta presso l’aldeia di Garças, descrivendo le diverse fasi della discesa sul campo e intrecciando la descrizione oggettiva degli eventi con la soggettività di chi li ha vissuti. Le emozioni – e soprattutto il processo attraverso le quali vengono valorizzate ed utilizzate nel processo interpretativo –, infatti, rappresentano il vero punto di forza del seguente saggio, proprio perché attraverso quest’ultime si è cercando di illustrare la rielaborazione sia del proprio oggetto di studio che della prospettiva assunta dal ricercatore. Il tema centrale è proprio lo spaesamento provocato da avvenimenti inaspettati e a cui il gruppo di ricerca è andato incontro, mettendo da parte le conoscenze e le informazioni pregresse, per intraprendere un percorso di riposizionamento che ha permesso di individuare nuovi punti di interesse della ricerca. La quale si preannuncia tutt’altro che terminata.

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Altri video e audio Bororo

Immagini del tarantismo

Riccardo Esposito – Il testo di Luigi Chiriatti, autore e curatore di altri volumi sull’argomento del tarantismo, tra i quali “Morso d’amore. Viaggio nel tarantismo salentino” (2006), e Maurizio Nocera, insegnante di Filosofia e Psicologia presso il Liceo pedagogico di Lecce e autore de “Il morso del ragno. Alle origini del tarantismo” (2005), ha come obiettivo la descrizione del tarantismo pugliese, dalle sue radici storiche fino al fenomeno più commerciale del neotarantismo attraverso una serie di fotografie documentarie, e restituire al lettore, se possibile, l’essenza stessa di una Puglia “patria elettiva” del tarantismo. Con “Immagini del tarantismo” si cerca di delineare, attraverso un approccio multidisciplinare, l’immagine di questo ethos, di questo apparato simbolico collettivo, non solo con le fotografie “artisticamente descrittive” dei rituali di Galatina, ma anche attraverso importanti capitoli introduttivi che contestualizzano le diverse fotografie.

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Immagini storiche del Tarantismo

Iconografia storica del Tarantismo

Googlebook, un motore in più per la cultura

Riccardo Esposito – Musica, video, informazioni testuali, contenuti multimediali: nel web 2.0 ogni codice comunicativo inventato dall’uomo si digitalizza e si inserisce in un flusso di informazioni senza fondo. E i libri? Google, nella sua infinita potenza, ha pensato bene di mettere a disposizione degli internauti Book Search un motore di ricerca parallelo a quello ufficiale dedicato alla ricerca libri, dietro il quale si nasconde l’utopico progetto di masterizzare tutti i libri e le riviste pubblicate e rendere tutto fruibile attraverso il motore di ricerca più utilizzato del mondo. Un progetto utopico, abbiamo detto, eppure qualche passo avanti è stato fatto!

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Facebook e privacy, un rapporto difficile

Riccardo Esposito – Molti utenti di internet preferiscono non iscriversi al tanto osannato Facebook solo per paura che alcune informazioni personali possano andare a finire nelle mani di chissà quale individuo sconosciuto. Questo timore – che tra l’altro relega i pochi individui non iscritti a Facebook in un alone di totale “marzianità” rispetto a buona parte della popolazione mondiale  – non è del tutto lontano dalla realtà. O meglio, viene applicato in maniera errata e si focalizza sulla semplice iscrizione al servizio. Pochi di questi timorati sanno che la loro privacy rischia di essere calpestata nonostante la loro totale assenza dalla comunità più grande del web.

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