iPod e ricerca qualitativa: la mia analisi per M@gm@

Ormai i lettori di file mp3 – l’algoritmo di compressione per i brani musicali digitalizzati – sono entrati nel ventaglio delle tecnologie di uso comune, soprattutto per quanto concerne l’universo giovanile. All’interno dell’infinita varietà di marche e modelli però, possiamo sostenere con buona sicurezza che l’iPod, il lettore mp3 della Apple, ha saputo conquistarsi una buona fetta di mercato. I motivi del suo successo commerciale si legano a diversi elementi, tra i quali non possiamo far a meno di citare la capacità dell’iPod di assorbire le interpretazioni simboliche proposte dai suoi fruitori, un processo quasi sconosciuto agli altri lettori mp3. È possibile, quindi, pensare all’iPod non solo come lettore di file mp3 ma anche come un qualsiasi monile, gioiello e/o accessorio del proprio abbigliamento?

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Simboli Apparenti, sull’estetica dell’iPod

Riccardo Esposito – È possibile pensare seriamente all’iPod come elemento estetico che arricchisce e completa il look di chi lo possiede? È proprio quello che si è cercato di capire attraverso la seguente ricerca, uno studio a metodologia ibrida che utilizza i principali strumenti della toolbox relativa alla ricerca qualitativa. L’oggetto di studio è l’iPod ma l’attenzione non è posta sulla sua essenza funzionalista, sul suo essere un puro e semplice artefatto dell’ingegno umano, bensì sulla capacità delle audience di rielaborare il suddetto strumento tecnologico per trasformarlo in un simbolo apparente. Simbolo in quanto indicatore di una relazione tra un oggetto concreto e un’immagine mentale, contenitore di significati mutevoli; come elemento che si presenta allo sguardo altrui, non di certo inteso come un qualcosa che “sembra ma non è”.

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