Beyond Ethnographic Writing

Beyond Ethnographic Writing

Beyond Ethnographic Writing, oltre la scrittura etnografica: questo è il titolo della raccolta di saggi curata da Ana Maria Forero Angel e Luca Simeone. Il testo si apre con un contributo di Massimo Canevacci che riflettere sulle potenzialità inesplorate del digitale, i mezzi ibridi per la ricerca etnografica e la scrittura; la conclusione è affidata a una conversazione tra George E. Marcus e Tarek Elhaik, immaginando un’antropologia in grado di avvicinarsi all’arte contemporanea. Gli altri otto saggi si spostano lungo i confini tra antropologia politica, filosofia della scienza, etica e antropologia del design, nel tentativo di attraversare nuovi territori etnografici e percorsi inesplorati.

Tokyo: il mercato del pesce di Tsukiji

Immagini di peperoni e zucchine dai tratti antropomorfi ci sorridono e salutano dalle casse sulle quali sono stampate. Il loro compito originale sarebbe quello di attestare la bontà dei prodotti che rappresentano ma, rispetto alla nostra posizione, certificano esclusivamente quello che prima era solo un sospetto e sembra quasi che dicano: “spiacente ragazzi, qui non c’è nessun mercato del pesce”. Anche questo è il mercato del pesce di Tokyo!

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Diario sul campo: Bororo ed etnografia

Riccardo Esposito – La raccolta dei dati, le riflessioni, la descrizione puntuale degli eventi, ma anche la polifonia delle emotività a confronto, le difficoltà logistiche, le paure e i timori di sbagliare, le estenuanti condizioni climatiche. Dieci studenti della facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, guidati dal proprio professore di Antropologia culturale, alle prese con la loro prima esperienza etnografica nel cerrado del Mato Grosso, Brasile, ospiti di un villaggio indios Bororo. Nel seguente saggio, che nasce dalla rielaborazione e dall’ampliamento del diario di campo di Riccardo Esposito – uno dei componenti del gruppo di ricerca – vengono illustrate le diverse fasi di questa esperienza. La sua stesura è cronologicamente lineare e in prima persona, proprio per rimanere fedele a quella che è stata la scrittura originaria. Questo lavoro, quindi, non si presenta diviso in due sezioni (la classica fase desk seguita da quella field) ma si introduce direttamente nell’esperienza vissuta presso l’aldeia di Garças, descrivendo le diverse fasi della discesa sul campo e intrecciando la descrizione oggettiva degli eventi con la soggettività di chi li ha vissuti. Le emozioni – e soprattutto il processo attraverso le quali vengono valorizzate ed utilizzate nel processo interpretativo –, infatti, rappresentano il vero punto di forza del seguente saggio, proprio perché attraverso quest’ultime si è cercando di illustrare la rielaborazione sia del proprio oggetto di studio che della prospettiva assunta dal ricercatore. Il tema centrale è proprio lo spaesamento provocato da avvenimenti inaspettati e a cui il gruppo di ricerca è andato incontro, mettendo da parte le conoscenze e le informazioni pregresse, per intraprendere un percorso di riposizionamento che ha permesso di individuare nuovi punti di interesse della ricerca. La quale si preannuncia tutt’altro che terminata.

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Altri video e audio Bororo

Immagini del tarantismo

Riccardo Esposito – Il testo di Luigi Chiriatti, autore e curatore di altri volumi sull’argomento del tarantismo, tra i quali “Morso d’amore. Viaggio nel tarantismo salentino” (2006), e Maurizio Nocera, insegnante di Filosofia e Psicologia presso il Liceo pedagogico di Lecce e autore de “Il morso del ragno. Alle origini del tarantismo” (2005), ha come obiettivo la descrizione del tarantismo pugliese, dalle sue radici storiche fino al fenomeno più commerciale del neotarantismo attraverso una serie di fotografie documentarie, e restituire al lettore, se possibile, l’essenza stessa di una Puglia “patria elettiva” del tarantismo. Con “Immagini del tarantismo” si cerca di delineare, attraverso un approccio multidisciplinare, l’immagine di questo ethos, di questo apparato simbolico collettivo, non solo con le fotografie “artisticamente descrittive” dei rituali di Galatina, ma anche attraverso importanti capitoli introduttivi che contestualizzano le diverse fotografie.

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Immagini storiche del Tarantismo

Iconografia storica del Tarantismo

Benvenuti

My Research la mia risorsa (Riccardo Esposito) dedicata all’antropologia, etnografia, sociologia e media research. Nel marzo del 2008 ho conseguito la laurea magistrale in Teorie della comunicazione e ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione – la Sapienza Università di Roma – e, in attesa di partecipare al concorso di dottorato in Teoria e Ricerca Sociale, ho deciso di fare il punto del mio percorso accademico attraverso questa semplice vetrina on line. My Research vuole essere semplicemente una sintesi delle mie esperienze di ricerca universitaria, che spaziano dall’antropologia alla sociologia, fino all’applicazione degli strumenti propri della ricerca sociale alle dinamiche relative ai nuovi mezzi di comunicazione.

Inoltre segnalo il  mio nuovo blog  My Social Web, dedicato ai Social Media Marketing. Non riunisco, infatti, tutto su My Research per non creare confusione tra ambiti diversi (My Research riguarda solo pubblicazioni che trattano di antropologia, sociologia e nuovi media).

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Introduzione all’Antropologia

Riccardo Esposito – A differenza di tanti autori che – a volte in maniera fin troppo autoreferenziale – si prodigano nell’individuazione, sviluppo e perpetuazione di un proprio apparato di pensiero, Claude Rivière, professore di etnologia alla rinomata Sorbona di Parigi, in questo saggio concentra la sua attenzione su quelli che sono gli elementi fondamentali – le cosiddette “basi” – dell’antropologia, in particolar modo quella culturale. Rivière, infatti, non pretende che questo suo saggio venga considerato alla stregua di un manuale dato che, come sottolinea nella prefazione, nelle 187 pagine preferisce prendere in esame soprattutto le parti essenziali della disciplina. Ed è proprio in quest’ammissione di “limitatezza” che si cela il grande pregio di quest’opera.

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La linea di polvere

Riccardo Esposito – Massimo Canevacci è sceso sul campo e ha vissuto in prima persona la sua esperienza etnografica presso i Bororo, una popolazione indios del Mato Grosso, Brasile. Ed è proprio nel villaggio di Garças, dove è stato ospitato, che a Canevacci viene data l’opportunità di assistere e partecipare non solo al fantastico e articolato funerale Bororo, già studiato da Lévi-Strauss, ma di toccare con mano le nuove frontiere dell’autorappresentazione della cultura Bororo, affrontando tutte le difficoltà logistiche ed epistemologiche che si è trovato di fronte alla sua strada.

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bororo funerale

Immagine del funerale Bororo a Garças