iPod e ricerca qualitativa: la mia analisi per M@gm@

Ormai i lettori di file mp3 – l’algoritmo di compressione per i brani musicali digitalizzati – sono entrati nel ventaglio delle tecnologie di uso comune, soprattutto per quanto concerne l’universo giovanile. All’interno dell’infinita varietà di marche e modelli però, possiamo sostenere con buona sicurezza che l’iPod, il lettore mp3 della Apple, ha saputo conquistarsi una buona fetta di mercato. I motivi del suo successo commerciale si legano a diversi elementi, tra i quali non possiamo far a meno di citare la capacità dell’iPod di assorbire le interpretazioni simboliche proposte dai suoi fruitori, un processo quasi sconosciuto agli altri lettori mp3. È possibile, quindi, pensare all’iPod non solo come lettore di file mp3 ma anche come un qualsiasi monile, gioiello e/o accessorio del proprio abbigliamento?

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Rappresentare l’Interazionismo

Riccardo Esposito – Gli esseri umani, sostiene Blumer nel definire le linee guida del suo pensiero, agiscono nei confronti delle cose sulla base dei significati che tali cose hanno per loro; il significato di tali cose deriva dall’interazione sociale che il singolo ha con i suoi simili; questi significati sono trasformati ed  elaborati attraverso un processo interpretativo del singolo (Izzo A., 1994: 381). Ed è proprio con quest’ultimo passaggio che Blumer introduce uno dei concetti fondamentali per gli sviluppi dell’Interazionismo Simbolico, ovvero quello di “autoindicazione”, un processo attraverso il quale gli individui segnalano a se stessi lo stimolo e sempre a se stessi forniscono un’interpretazione del manifestarsi dello stimolo (Wallace A., Wolf A., 2000:226). Ma come viene messo in pratica questo processo di autoindicazione?

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