Studio della metropoli: la Scuola di Chicago

Nonostante la sua nascita si posizioni sul finire dei XIX secolo, la Scuola di Chicago rappresenta ancora oggi una delle correnti sociologiche fondamentali per quanto concerne lo studio della metropoli contemporanea. Questo lo possiamo sostenere in virtù della quantità e della qualità dei lavori svolti rispetto ala vita sociale e dell’interazione umana nelle aree metropolitane: uno studio che è avvenuto attraverso una metodologia etnografica della metropoli americana degli anni Venti, vittima di una crescita demografica sproporzionata che si ripercuoteva sull’equilibrio sociale e politico dell’intera nazione.

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Democratizzazione in Kazakistan

Riccardo Esposito – La dissoluzione dell’URSS, quel processo di implosione statale che si è diffuso nell’Europa centrale ed orientale agli inizi degli anni Novanta, ha determinato un radicale mutamento degli equilibri geopolitici del vecchio continente, permettendo alle varie repubbliche che componevano l’Unione Sovietica di acquisire una propria indipendenza politica e incamminarsi verso un graduale processo di democratizzazione. Questo è valso anche per il Kazakistan di Nursultan Nazarbaev, ricco di materie prime e ambito da tutte le potenze occidentali per i suoi pozzi di petrolio?

Articolo pubblicato sulla rivista cartacea Pagina Uno

Benvenuti

My Research la mia risorsa (Riccardo Esposito) dedicata all’antropologia, etnografia, sociologia e media research. Nel marzo del 2008 ho conseguito la laurea magistrale in Teorie della comunicazione e ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione – la Sapienza Università di Roma – e, in attesa di partecipare al concorso di dottorato in Teoria e Ricerca Sociale, ho deciso di fare il punto del mio percorso accademico attraverso questa semplice vetrina on line. My Research vuole essere semplicemente una sintesi delle mie esperienze di ricerca universitaria, che spaziano dall’antropologia alla sociologia, fino all’applicazione degli strumenti propri della ricerca sociale alle dinamiche relative ai nuovi mezzi di comunicazione.

Inoltre segnalo il  mio nuovo blog  My Social Web, dedicato ai Social Media Marketing. Non riunisco, infatti, tutto su My Research per non creare confusione tra ambiti diversi (My Research riguarda solo pubblicazioni che trattano di antropologia, sociologia e nuovi media).

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Rappresentare l’Interazionismo

Riccardo Esposito – Gli esseri umani, sostiene Blumer nel definire le linee guida del suo pensiero, agiscono nei confronti delle cose sulla base dei significati che tali cose hanno per loro; il significato di tali cose deriva dall’interazione sociale che il singolo ha con i suoi simili; questi significati sono trasformati ed  elaborati attraverso un processo interpretativo del singolo (Izzo A., 1994: 381). Ed è proprio con quest’ultimo passaggio che Blumer introduce uno dei concetti fondamentali per gli sviluppi dell’Interazionismo Simbolico, ovvero quello di “autoindicazione”, un processo attraverso il quale gli individui segnalano a se stessi lo stimolo e sempre a se stessi forniscono un’interpretazione del manifestarsi dello stimolo (Wallace A., Wolf A., 2000:226). Ma come viene messo in pratica questo processo di autoindicazione?

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Il Signore dell’Industria

Riccardo Esposito – Saruman, il più potente fra gli Istari, il capo dell’Ordine degli Stregoni tradisce le aspettative della Compagnia dell’Anello e si allea con il loro principale nemico, Sauron, mettendo a disposizione dell’oscuro signore tutta la sua immensa conoscenza tecnica. Un cambiamento che tiene fede alla tradizione narrativa che suggerisce il personaggio “cattivo” come più propenso ad opere di ingegno tecnico-scientifico (basti pensare alla mela avvelenata di Biancaneve, frutto della natura modificato in artefatto sterminatore dal morboso desiderio di arrivismo della strega) e che rappresenta allo stesso tempo la base sulla quale si articola il seguente lavoro comparativo. Un’analisi diretta, più che a soffermarsi sugli innumerevoli dettagli del complesso narrativo, verso l’individuazione dei possibili collegamenti che intercorrono tra Saruman nel momento in cui abbraccia la fede della ragione sistemica e il soggetto illuminista, teorizzato dagli esponenti della Scuola di Francoforte Theodor Adorno e Max Horkheimer nel celebre testo “Dialettica dell’illuminismo”, impegnato nel congedarsi da ogni autorità e affermare la sua autonomia razionale.

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La sub – cultura Punk: uno stile che diventa moda

Riccardo Esposito, Maria Elena Indelicato – Dalla prima metà del Settecento l’Europa occidentale iniziò a credere nell’idea incondizionata che il continuo progresso del sapere scientifico, economico e tecnologico avrebbe portato a un sicuro miglioramento dell’umanità. Grazie ad una concezione positivista della realtà, secondo la quale era possibile calcolare qualsiasi aspetto della vita terrena, l’essere umano ha posto fiducia nella sua capacità di possedere la natura stessa. Col tempo, invece, abbiamo capito che il progresso indistinto, cieco e selvaggio, non è per nulla facile da gestire: l’instabilità dei paesi medio-orientali, le incognite che sorgono dalla pratica dell’ingegneria genetica, dalle scorie nucleari e l’effetto serra (solo per citarne alcuni) sono tutti problemi causati proprio da un avanzamento incauto e sconsiderato della nostra stessa civiltà. Oggi, quindi, siamo consapevoli che un progresso cumulativo e lineare non porta sempre al miglioramento dell’umanità: mentre nell’epoca moderna le forze umane erano protese verso quel principio positivista della ragione come conditio sine qua non della vita, oggi, nella tardo (o post-) modernità, facciamo un passo indietro. Ovviamente questo cappello introduttivo non è altro che una rapida sintesi di un apparato teorico ben più consistente, ma ci è utile per contestualizzare l’argomento di nostro interesse: la moda. O meglio, la moda punk.

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