Lévi – Strauss e i Tristi Tropici

Riccardo Esposito – Solitamente la figura di Claude Lévi – Strauss (le sue opere e la sua scuola di pensiero) viene immediatamente affiancata al ramo strutturalista dell’antropologia; in alcuni casi lo studioso francese viene addirittura definito il “padre dell’antropologia strutturale”. Per comprendere i motivi che hanno portato l’opinione scientifica e non ad attribuirgli questo grado, riteniamo utile approfondire quelle che sono le sue influenze epistemologiche e, soprattutto, il concetto stesso di struttura sul quale poi baserà l’intero apparato teorico che prenderà il nome di “Antropologia Strutturale”. Il percorso formativo di Lévi – Strauss non può essere considerato lineare e, soprattutto, non propriamente diretto verso l’approfondimento delle scienze etnografiche. In effetti, lo stesso Lévi – Strauss sottolinea il suo essere un autodidatta dell’etnografia, e di essersi distaccato dalle fumose nozioni metafisiche della sociologia positivista di Compte e Durkheim proprio per ottenere un contatto più ravvicinato con la realtà empirica e la diversità culturale (Comba, 2000:20). Un desiderio che gli è stato esaudito dall’antropologia anglo – americana.

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